I Luoghi di Andrea del Verrocchio

Il Duomo di Firenze

Una volta terminata la cupola, Filippo Brunelleschi aveva iniziato a occuparsi della costruzione della lanterna (la sommità in marmo della cupola).
Alla morte del Brunelleschi nel 1446, la responsabilità del cantiere arrivò al Verrocchio. Così il Vasari descrive l’impresa:

Essendosi finita di murare la cupola di Santa Maria del Fiore fu risoluto, dopo molti ragionamenti, che si facesse la palla di rame che aveva a esser posta in cima a quell’edifizio, secondo l’ordine lasciato da Filippo Brunelleschi; per che, datone cura ad Andrea, egli la fece alta braccia quattro, e posandola in sur un bottone, la incatenò di maniera che poi vi potè mettere sopra sicuramente la croce. Ben è vero che bisognò usar nel farla ingegno e diligenza, perché si potesse, come si fa, entravi dentro per di sotto; et anco nell’armarla con buone fortificazioni acciò i venti non le potessero far nocumento.

La “palla” venne così prodotta dal Verrocchio utilizzando fogli di rame saldati, messi in forma e quindi dorati. Nella primavera del 1471 la “palla” faceva bella mostra di sé svettando per chilometri.

Per oltre un secolo resistette ai venti ed ai fulmini. Il 27 gennaio del 1601, però un fulmine colpì la lanterna facendola cadere. Venne comunque ricostruita e ricollocata il 21 ottobre 1602.

Sul lato est della Piazza del Duomo, proprio dietro l’abside della Cattedrale, una lastra circolare di marmo bianco ricorda il punto esatto su cui cadde la Palla.

 

La Chiesa di Orsanmichele

Tra il 1466 ed il 1483 le Arti di Firenze commissionarono quattordici statue dei loro protettori da porre nelle nicchie esterne della chiesa.

Il Tribunale di Mercatanzia (che non è un’arte, ma un tribunale sorto per risolvere le controversie commerciali tra mercanti) scelse come patrono S. Tommaso in quanto il Giudice deve sempre dubitare e cercare le prove prima di emettere la sentenza.

Nella nicchia esterna, titolata “Incredulità di S. Tommaso” vi sono raffigurati Gesù e, col piede fuori della nicchia dando così l’impressione di essere con noi spettatori, S. Tommaso.

 

Piazza San Marco

In piazza S. Marco v’era il celebre giardino dove Lorenzo il Magnifico allestì una sorta di prima Accademia d’arte d’Europa, in cui i giovani talenti nel campo delle arti (tra essi Leonardo e Michelangelo) potevano studiare le opere e le tecniche artistiche, copiando le collezioni di arte antica di proprietà medicea.

Sul luogo si trova adesso il Palazzo del Buontalenti (fino a pochi anni fa sede della Corte di Appello e della Corte di Assise), ma una lapide posta su muro ricorda la vecchia destinazione.

 

 Le Statue Equestri

La statua equestre di Bartolomeo Colleoni a Venezia è probabilmente l’opera più celebre del Verrocchio. Il condottiero si doveva rappresentare in sella ad un cavallo che procedeva al passo, con una delle zampe anteriori sollevata da terra. Questo comportava problemi perché un ingente peso avrebbe gravato sulle tre esili zampe del cavallo.

Il medesimo problema si era posto alcuni anni prima nella realizzazione del monumento equestre del Gattamelata a Padova (prima opera del genere nel Rinasci-mento) che Donatello aveva risolto facendo poggiare lo zoccolo della zampa alzata su una sfera, in modo da ottenere quattro punti d’appoggio.